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lunedì 18 dicembre 2017

I campi in Libia e l'ipocrisia di "Amnesty"

- Mer, 13/12/2017 


Dopo il rapporto sui migranti in Libia diffuso ieri, Amnesty farebbe meglio a ribattezzarsi Amnesia International.
Il documento intitolato «Libia, un oscuro intreccio di collusione» è, infatti, un capolavoro di disinformazione frutto di una volontaria amnesia selettiva. Un'autentica patacca umanitaria realizzata documentando con certosina minuzia le condizioni degli ultimi sei mesi, ma omettendo deliberatamente qualsiasi riferimento alle situazioni, assolutamente identiche, perpetuatesi nei centri di detenzione legale e illegale dal 2014 a metà 2017. Il tutto per dimostrare che quel dramma non è la conseguenza della tratta di uomini gestita dalle organizzazioni criminali, ma bensì delle misure assunte negli ultimi sei mesi dall'Europa, e in primis dall'Italia per arginare gli sbarchi. «Decine di migliaia di persone sono imprigionate a tempo indeterminato in centri di detenzione sovraffollati e sottoposte a violenze ed abusi sistematici.

domenica 17 dicembre 2017

Politico libico chiede all'ONU di trovare fondi per mantenere un esercito in Africa


Migranti in un campo profughi

1/11/2017

Nella lotta contro l'immigrazione clandestina che passa attraverso la Libia, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la creazione di un esercito formato dai soldati dei Paesi del Sahel (Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad).
Il Guardian riporta dati in base ai quali dal 2014 sarebbero morte 30mila persone nel deserto del Sahara, mentre 10mila sono annegate nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa. Il nuovo esercito formato da 5mila uomini nel primo anno di attività avrà bisogno di 423 milioni di dollari.
L'iniziativa è stata presentata dalla Francia e dall'Italia, ma i problemi sono nel finanziamento. L'amministrazione di Trump non stanzia fondi, così come la Gran Bretagna nonostante abbia espresso il proprio sostegno.
Baqi Al Ali, uno dei membri del Consiglio delle tribù libiche, ha riferito a Sputnik che questa iniziativa può essere molto efficace per superare la crisi migratoria che ha colpito molti Paesi ed ha provocato la morte di decine di migliaia di persone.

sabato 16 dicembre 2017

L’Italia e il nodo libico


Tatiana Santi

La Libia, un Paese nel caos più totale dal futuro tuttora ignoto, si ritrova al centro degli interessi geopolitici delle grandi potenze. L’attuale labirinto libico, dossier strategico per Roma, va letto nella prospettiva della guerra del 2011. L’Italia e il nodo libico.
Per comprendere a fondo il complesso scacchiere libico è fondamentale sapere le ragioni dell'attacco contro la Libia del 2011, accompagnato da un coro mediatico secondo cui Muammar Gheddafi da un giorno all'altro diventò un dittatore pazzo da distruggere. "Libia. Da colonia italiana a colonia globale" è un libro di Paolo Sensini (edito da Jaca Book) che ripercorre la travagliata storia della Libia gettando luce sulle fatidiche "primavere arabe" e sulle vicende che i media mainstream hanno taciuto.
Paolo Sensini, storico, analista geopolitico
© Foto: fornita da Paolo Sensini
Paolo Sensini, storico, analista geopolitico
 

venerdì 15 dicembre 2017

IT-EN: Petizione alla Casa Bianca contro George Soros/The White House petition against George Soros

da Luciano Bonazzi
http://lucianobonazzi.altervista.org/wp-content/uploads/2017/11/unnamed-file-7.png
Foto ©www.zerohedge.com
Lanciata il 20 agosto 2017, invitiamo i nostri lettori e iscritti alla newsletter a firmare la petizione contro l’ex nazista, speculatore, terrorista e mafioso George Soros.

Oggetto della petizione è quello di mettere sotto accusa George Soros e le organizzazioni ad esso collegate per terrorismo, ai sensi delle leggi Statunitensi RICO e NDAA.

giovedì 14 dicembre 2017

F-35 perde pezzi in volo


 07/12/17 
Un F-35 dell'U.S. Air Force, schierato presso la Kadena Air Base in Giappone, ha perso un pannello durante un volo di addestramento sull'Oceano Pacifico.
Secondo quanto confermato da un comunicato stampa del 18th Wing Public Affairs della base aerea di Kadena, un pannello di circa 30x60 centimetri sarebbe caduto da un F-35A durante una "missione di addestramento di routine" lo scorso 30 novembre a circa 65 miglia a est di Okinawa, .
La perdita sarebbe stata notata dal gregario del pilota mentre i caccia stavano rientrando. L'ispezione post-volo ha confermato il problema. Dal momento che le ispezioni vengono eseguite anche prima del decollo, si deduce che il pannello sia caduto durante la missione.

mercoledì 13 dicembre 2017

Come rendere schiavo un popolo abituandolo ai soprusi

Data: 09/12/2017 07:01:27

C’è una frase che non sopporto, ma che mi viene ripetuta spesso da molte persone, quando si parla di diritti negati ai cittadini: “E che vuoi che facciamo? Non possiamo farci nulla, comandano loro”…dove per “loro” si intendono sempre i personaggi della politica nostrana .
Queste persone, palesemente, ignorano del tutto un criterio: numericamente la popolazione è un esercito di ben 45 milioni di persone, che si fanno letteralmente schiavizzare da un gruppetto di circa 1.000 personaggi della politica, che hanno pensato bene a suo tempo, che elevarsi al rango di detentori di una poltrona, li avrebbe salvati per sempre da tutti i mali.
Poltrone: la panacea contro ogni tipo di avversità. O meglio: immunità totale e privilegi. Un abominio, che cozza orribilmente con qualsiasi criterio di democrazia.
Ma come possono circa 1.000 persone assoggettarne circa 45 milioni? Con il metodo del sopruso. Costante, magari minimo, ma inoculato metodicamente.
Oggi, di soprusi ne constatiamo – e subiamo – da ogni dove.

martedì 12 dicembre 2017

Lo sporco segreto di Raqqa

L'”accordo segreto” della Coalizione USA per permettere ai terroristi dello SIIL di fuggire
Prof. Michel Chossudovsky, Mondialisation 1° dicembre 2017 
Il segretario alla Difesa James “Mad Dog” Mattis confermava a maggio la volontà di Washington di annientare i terroristi dello Stato Islamico (SIIL): “La nostra intenzione è che i combattenti stranieri non sopravvivano alla battaglia e tornino in Nord Africa, Europa, America, Asia e Africa. Li fermeremo…” (citazione da un articolo della BBC intitolato “Lo sporco segreto di Raqqa”). Ciò che precede è il “piano narrativo politico” del Pentagono. La verità nascosta è che lo zio Sam soccorse lo SIIL. Tale decisione fu ovviamente presa ed eseguita dal Pentagono piuttosto che dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Come confermato da un articolo della BBC intitolato “Lo sporco segreto di Raqqa“, la coalizione guidata dagli Stati Uniti permise l’esodo dei terroristi dello SIIL e dei loro familiari dalla fortezza di Raqqa, nel nord della Siria. Sebbene l’articolo della BBC si concentri sui dettagli dell’operazione, rivela l’esistenza di un “accordo segreto” tra Stati Uniti e l’incrollabile alleata inglese per consentire ai terroristi di fuggire da Raqqa. “L’accordo che consentiva ai terroristi dello SIIL di sfuggire da Raqqa, capitale de facto del loro califfato auto-nominato, fu preparato da funzionari locali. Fu concluso dopo quattro mesi di combattimenti che lasciarono la città completamente distrutta e praticamente svuotata della popolazione. Salvò delle vite e concluse i combattimenti. Salvò anche la vita di arabi, curdi e altri combattenti contro lo SIIL.