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mercoledì 3 ottobre 2012

World’s Chronicles 1.0.2

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)


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Libyan dinar: Libya: newly-printed bank notes flown by the RAF into Libya still bear the image of Colonel GaddafiLa Royal Air Force ha consegnato tonnellate di banconote nuove di zecca della banca libica alla roccaforte ribelle di Bengasi, questo mercoledì sera per contribuire a pagare i lavoratori pubblici e far ripartire l’economia del paese.



  • Secondo fonti Reuters e AFP RussiaAlgeria sarebbero pronte a riconoscere il CNT come legittimo governo della Libia (alla faccia della coerenza!) [01.09.2011]

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  • Mahdi Nazemroaya a Malta dopo la Libya intervistato da Herman Morris sulla situazione a Tripoli [31.08.2011]


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La Francia ha assicurato un accordo con i ribelli, governanti ad interim della Libia, per lo sfruttamento di un terzo delle riserve di petrolio del paese, il quotidiano Liberation lo ha riferito giovedì, citando una lettera [diretta] all’emiro del Qatar.

Il ministro degli Esteri Alain Juppé ha detto che “non era a conoscenza” di un “accordo formale” ma era “logico” che paesi come la Francia che hanno contribuito a che il Consiglio nazionale di Transizione prendesse il potere avrebbero dovuto partecipare alla ricostruzione.
Il quotidiano Liberation ha detto che una lettera del CNT (Consiglio nazionale di Transizione) del 3 aprile ha informato l’emiro, un altro importante sostenitore della rivolta, di un accordo “, per assegnare il 35 per cento del greggio alla Francia in cambio del suo sostegno totale e permanente del nostro Consiglio.”

“Il CNT di Libia assegna il 35 per cento del greggio alla Francia in cambio del suo sostegno totale e permanente del nostro Consiglio.”
La relazione è stata motivo di imbarazzo per la Francia che si prepara ad ospitare dopo giovedì una riunione di leaders mondiali e alti funzionari soprannominati “amici della Libia” per ottenere il riconoscimento per il CNT e il suo governo provvisorio in Libia.
Il 29 agosto, il gigante petrolifero italiano Eni ha firmato il suo accordo proprio con la CNT per riavviare la produzione di petrolio in Libia e fa ripartire un importante oleodotto di gas che corre dai giacimenti di petrolio libico sotto il Mediterraneo verso l’Italia.
Fonte originale in inglese:http://northerntrumpet.com/2011/09/01/middle-east-online-france-gets-a-third-of-libyas-oil/
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Il fatto che Jibril del CNT libico si sia recato prima in Francia poi in Italia, potrebbe mettere sull’avviso del cambio di peso che l’Italia ha sulla Libia, avendo scelto i ribelli di Benghasi. Il memorandum firmato dall’ENI il 29.08.2011 a parole conferma la solidità delle relazioni Italia-Libia in ambito energetico, ma senza entrare troppo nel dettaglio, congela la situazione italiana, senza lasciar intravvedere benefici ulteriori.

[Roma - Dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il Primo Ministro del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mahmud Jibril. (25.08.11)]
[20.04.2011] La Libia è il primo fornitore di petrolio dell’Italia, con una quota che si aggira attorno al 27% dei consumi totali, e il terzo di gas naturale, con una quota del 12,5%. Eni è [ora possiamo dire era!] il principale operatore energetico straniero nel paese, che a sua volta rappresenta la principale fonte di produzione di idrocarburi per il gigante italiano. Il 14% (244.000 milioni di barili equivalenti) della produzione totale di petrolio e gas di Eni viene estratto in Libia, mentre ben un quinto delle superfici sviluppate (aree già in produzione o contenenti riserve accertate) dalla compagnia sono nel paese nordafricano. A riprova dell’interesse nel mercato libico, nel 2008 Eni ha siglato accordi di esplorazione e produzione della durata più che ventennale, per un valore di 28 miliardi di euro.
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  • Herman Morris legge discorso di Saif, il figlio di Gheddafi [31.08.2011]
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  • Herman Morris intervista Leonor Massanet sull’acqua libica inquinata dall’uranio impoverito e perchè i libici non possono arrendersi alle tattiche dei ribelli.

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Fonte:http://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/01/worlds-chronicles-1-0-2/

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