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giovedì 15 novembre 2012

La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine

La liberazione libica continua con l’ingresso in guerra delle tribù algerine
[03.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Le zone più a sud della Libia sono saldamente sotto il controllo delle forze libiche e alleate. Combattimenti continuano a Tripoli, nel nord-est e nel nord-ovest della Libia. Tribù algerine sono entrate in ciò che i capi delle tribù algerine chiamano “La guerra per la liberazione del Nord Africa”. Le corporation degli organi d’informazione occidentali continuano il loro blackout dei media, mentre la NATO riferisce di avere svolto 40 sortite aeree.
dal Dott. Christof Lehmann
Nsnbc sta cercando di portare ai suoi lettori un informazione equilibrata sulla guerra di Libia, che contiene sia un’analisi approfondita e giorno per giorno i rapporti. Ieri nsnbc ricevuto una e-mail da una famiglia libica espatriata in Europa, che ringraziava nsnbc per la consegna di giorno in giorno degli aggiornamenti sulla situazione sul terreno in Libia. Con la comunicazione tra Europa e Libia che sta diventando problematica nel migliore dei casi e elementare o inesistente nel peggiore dei casi, i nostri rapporti giornalieri sono spesso tutta l’informazione che le famiglie hanno a disposizione che può dare almeno qualche indicazione sulla situazione dei loro cari. Abbiamo promesso di trasmettere questa grazie a tutti gli altri media indipendenti che coprono il conflitto.
Xavier Driencourt


Dopo le notizie di ieri dei preparativi della NATO di espandere le operazioni militari in Algeria, e la conferma che squadre delle operazioni speciali della Nato sono state portate a terra in Algeria per un tempo considerevole, e dopo le notizie di ieri che l’ambasciatore francese in Algeria, Xavier Driencourt, si sta preparando per l’evacuazione di emergenza entro una settimana; nsnbc ha ricevuto reports che hanno confermato che le tribù provenienti dall’Algeria sono entrate in guerra.
Le volpi del deserto

Secondo fonti attendibili, una serie di incontri segreti tra i leader tribali di Zintan, Libia e Algeria, ha portato questa sera ad un accordo secondo cui un fronte unito delle milizie tribali entrerà in una guerra che viene chiamata “La guerra per la liberazione del Nord Africa”. Secondo le stesse fonti questa alleanza di tribù è sostenuta da un fronte unito del Nord Africa, tra le tribù del Marocco così come il Polisario che combatte contro l’amministrazione marocchina della Repubblica Democratica Araba Saharawi. Molti membri del governo provvisorio Saharawi e combattenti del Polisario vivono in esilio in Algeria. La Repubblica Democratica Araba Saharawi è stata ufficialmente riconosciuta dalla Libia nel 1980 ed è riconosciuta da una vasta gamma di paesi di cui non uno è stato membro della NATO.
Khamis Gheddafi
Da quando l’appoggio militare internazionale contro l’aggressione guidata dalla NATO ha cominciato a manifestarsi e dal conseguente adattamento della strategia e della tattica da parte di Khamis Gheddafi e della leadership militare delle Forze Armate libiche, la situazione sul terreno ha portato, a dispetto dei pesanti combattimenti a perdite su entrambi i fronti, a risultati così positivi che si stima che il 95% del Sud della Libia sia sotto il controllo del legittimo governo libico, godendo di un travolgente sostegno popolare.
Una panoramica sulla situazione militare delle ultime notti fino al mattino di oggi.
A Derna un grande contingente di combattenti del CNT sono fuggiti dalla città subendo pesanti perdite quando è stato tenacemente inseguito dai militari libici, dalla resistenza tribale e popolare. Pesanti combattimenti ad Al-Baida hanno portato questa mattina alla liberazione di circa il 50% della città.
Alle sei in punto di questa mattina abbiamo ricevuto reports di pesanti combattimenti strada per strada, casa per casa e stanza per stanza in lotta a Bengasi con pesanti perdite da entrambe le parti. Si stima che circa il 50% della città è segnalata esser stata liberata. La resistenza principale da parte delle forze del CNT è radicata nel centro di Bengasi. Un contingente di combattenti del CNT da Tobruk che era stato distaccato in soccorso dei combattenti del CNT, circondati nella città di Bengasi, è stato letteralmente spazzato via quando l’intelligence dall’interno dei quadri del CNT a Tobruk ha reso possibile preparare un agguato da parte delle Forze libiche.
Izzat Ibrahim
Il caos totale nella pianificazione militare tra gli strateghi del CNT diventa evidente se si considera che un distaccamento di combattenti del CNT aveva lasciato la stessa notte Bengasi prima per preparare un attacco a Ghat, che ha incontrato una forte resistenza, avendo come risultato 30 vittime del CNT.
A Zawiah la bandiera verde è issata su una città liberata. Dopo le riunioni dei rappresentanti delle città e dei villaggi intorno a Zliten di ieri e stasera,  i rappresentanti del CNT, questa mattina sono stati avvicinati dai rappresentanti della cittadina per la consegna di un ultimatum secondo cui i rappresentanti locali del CNT, insieme ai loro mercenari stranieri dovrebbero lasciare Zliten da venerdì, o affrontare la situazione di “essere buttati fuori” dal popolo. Anche se gli psicologici strateghi del Pentagono e della NATO erano riusciti ad ingannare una parte sostanziale della popolazione libica a credere che avevano bisogno di una boccata di aria fresca e di riforme, dopo il risveglio brutale di ciò che l’Impero Anglo Americano rappresenta, e come viene rappresentato dai mercenari importati alQaedisti, afgani e altri opportunisti, uno stimato 97% della popolazione libica è decisamente schierato dietro Muammar Gheddafi e il governo legittimo della Libia.
Il 97% dovrebbe dire a qualsiasi esperto militare che la situazione è notevolmente peggiore per le ambizioni degli Stati Uniti di quanto non fosse in Vietnam.
Dr. Christof Lehmann

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