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martedì 6 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.0.5

  • “Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
  • “Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
    (Guy Debord)
  • “Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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    • Colpo di stato e colpi di scena in Libia – Situazione sul campo
      [ 29 e 28 sett. 2011]
  • La situazione sul campo risente della rapida evoluzione e della scarsa informazione che, assieme alla deliberata disinformazione, dispiegata dalle fonti dei media occidentali, contribuisce a rendere molto difficile stabilire quello che accade nelle zone della Libia, dove i partigiani della resistenza (volontari organizzati del popolo in armi delle tribù berbere e l’esercito verde lealista) stanno conducendo una lotta senza quartiere contro i miliziani islamisti, coinvolti nel golpe, sostenuto dai bombardamenti della Nato e dalle sue milizie mercenarie (la cui presenza, notevolmente documentata, è ormai ammessa, senza pudore, dagli stessi inglesi e americani).

    • Altri due colpi messi a segno dalle forze della resistenza
      [29.09.2011]
    A Sirte è caduto Mohammed Nabous, capo dei ribelli a seguito di un attacco da parte della resistenza probabilmente colpito in auto da un razzo.
    A Tripoli unità della resistenza organizzata nella capitale hanno attaccato il quartier generale della CIA e della NATO. Si sono introdotti entrando negli edifici. Hanno messo sulla cima la bandiera verde della Libia. Hanno recuperato documenti molto confidenziali. Presto andrà in onda il loro contenuto. Oggi, alle 05:00 a.m. circa nella capitale della Libia sono entrati in azione alcuni team di unità mobili per usi speciali, che obbediscono al figlio di Gheddafi, Khamis, una volta che sono stati distrutti diversi posti di blocco, che controllavano il centro della città. Sull’edificio che ospita il quartier generale della CIA in città è stata issata la bandiera verde della Jamahiriya. Su questo fatto ad “Argumentam.ru“, ha riferito una fonte dei servizi segreti russi coinvolti nel monitoraggio della situazione in Libia.
    I rappresentanti della comunità di intelligence degli Stati Uniti nella regione hanno trascorso la notte nella “zona verde” della capitale libica, l’aeroporto, per cui nessuno di loro è rimasto ferito. Inoltre, i documenti sequestrati della CIA dagli uomini di Khamis al-Gheddafi, “saranno trasmessi ai media e al Consiglio di Sicurezza dell’ONU,” – ha detto la fonte.
    L’ex grattacielo residenziale nel quartiere delle ambasciate di Tripoli fu occupato dalla CIA tre settimane fa. C’erano stati posti su diversi piani gli uffici della NATO e della CIA. A riferire dei due attacchi è stato principalmente il sito della resistenza libica Zangetna e il sito Argumenti.ru legato ai servizi russi.
    http://news.argumenti.ru/world/2011/09/127270?type=all

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    • Sirte – Un attentato in un hotel a Sirte ha portato a 90 morti nelle file dei commandos francesi, inglesi e ribelli
      [29.09.2011] trad. levred
    Secondo il sito web della resistenza libica Zangetna, i combattenti della resistenza hanno fatto esplodere un hotel nella regione orientale della Sirte, dove i dirigenti dei ribelli e mercenari francesi e britannici si trovavano. In questo hotel erano intrappolati dopo che giorni prima i ribelli erano entrati nella regione a est della città. La prima stima è di 90 morti.
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    • A Tripoli resistenza di massa pacifica, di massa e armata
      [29.09.2011] trad. levred
    Tripoli – Dopo l’attacco al porto di Tripoli degli scorsi giorni e le manifestazioni ad Abu Salim, dopo gli attacchi a Bab Azizya e nei quartieri limitrofi, di nuovo sui viali Almansur e al Islami e nei distretti Ben Ghachir e Tajura Ghachir le masse hanno manifestato con bandiere verdi e slogan patriottici fino a quando le milizie fasciste non lo hanno impedito impedito. Secondo il sito web del Zangetna la resistenza libica ieri alle 23h a Tripoli sul Boulevard al Islami ha dato vita ad una manifestazione di civili fedeli al leader libico che ha cantato “Allah Muammar Libya wa bas” (Dio, Muammar, la Libia e basta!). Le milizie del terrorista islamico Belhaj hanno subito chiuso il viale e altri quartieri come Jomo Souk, Zawiya Dahmani.
    Unità della resistenza hanno assalito l’accademia femminile. Esplosioni sono state sentite a Bab Aziziya.
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    • Attacco coordinato è confermato in tre aeroporti controllati dalla NATO
      [28.09.2011] trad. levred
    Si ha conferma della notizia che abbiamo dato ieri dell’attacco coordinato e sincronizzato di una unità della resistenza contro non due ma tre aeroporti controllati dalle forze d’invasione e i loro lacchè locali: Tripoli, Bengasi e Misurata.
    I patrioti hanno gettato granate e a Tripoli e a Bengasi hanno colpito due aerei.
    Fonte: http://www.algeria-isp.com/depeches/politique-libye/201109-D1378/libye-resistance-libyenne-attaque-aeroports-meme-instants-tripoli-benghazi-misrata.html
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    Sirte – Si conferma schiacciante la sconfitta subita dall’orda di fanatici islamisti e mercenari del CNT e della Nato che assediano Sirte e ha subito una controffensiva a sorpresa da parte dei difensori. In particolare la forza che era riuscita a penetrare fino al centro della città è stata completamente distrutta. Il numero delle vittime di queste forze sarebbe un migliaio. Il leader Gheddafi ha inviato un messaggio di saluto speciale ai soldati vittoriosi della città. La NATO inizia ad avere difficoltà con i propri piloti dei bombardieri che non vogliono continuare a schiacciare le zone urbane della città. Sirte continua a svolgere il suo ruolo strategico di non essere l’ “ultima sacca dei gheddafisti”, ma il prologo ad una controffensiva generale che attraversa il paese e che scuote i piani di conquista della NATO.
    All’alba di mercoledì 28 settembre 2011, l’esercito libico con i leoni volontari della Sirte ha fatto un attacco a sorpresa contro i ribelli della NATO in tutti i fronti nei pressi della città.
    Di conseguenza i ratti della NATO ribelli si sono ritirati e armi varie sono cadute come un trofeo nelle mani dei nostri valorosi soldati.
    Possiamo confermare che le forze complete dei ribelli NATO che sono entrate nelle zone periferiche della città nei giorni precedenti sono state distrutte e non si sono lasciate dietro nulla se non morti e feriti, alcuni sono fuggiti, ma la maggior parte è stata annientata. Il numero dei morti è alto fino a 1000 ribelli caduti.
    Il consiglio degli anziani a Sirte ha rinnovato la decisione di lottare fino alla vittoria o al martirio. Un aereo sionista NATO ha bombardato un ospedale della città mentre agenti della NATO sparavano sulle aree residenziali.
    Vi è un esodo da Sirte della popolazione civile, migliaia sono in fuga dall’offensiva della Nato e dei ribelli – Pennacchi di fumo si sono alzati sopra la città per gli sbarramenti dei razzi pesanti Grad. Mentre i carri armati avanzavano, auto civili fluivano nella direzione opposta.
    “Ci stanno bombardando, donne e bambini stanno morendo”, ha detto una donna anziana, avvolgendo il suo velo per nascondere il viso.
    I ribelli della NATO: “Abbiamo i nomi di 10.000 uomini ricercati, quindi dobbiamo controllare attentamente tutti”, ha detto l’uomo lasciando scivolare la rifugiata con il permesso timbrato.

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    Sabha e il sud della Libia – Durante l’intera giornata tutti hanno sentito grandi esplosioni e scontri a Sabha. La gente persevera, sotto l’assedio della NATO, senza gas o elettricità e quindi niente acqua. Alcune zone hanno elettricità in determinate ore, ma le bombe hanno rotto e distrutto tutti i cavi, ragione per la quale la soluzione è complicata. La mia domanda è come è possibile che vi siano tutti questi disastri dei ribelli all’interno della città di Sabha, se hanno detto che era un “bastione di Gheddafi”, o la realtà è che il 90% delle persone che ha sostenuto il suo governo era contro le aggressioni esterne. Cosa è successo?
    La spiegazione che do è che per due mesi Sabha è stata completamente isolata e assediata senza informazioni da chiunque salvo le bugie della NATO, cioè l’operazione d’assedio totalmente professionale è stata applicata al massimo su Sabha. Dopo sono cominciati i bombardamenti indiscriminati e la gente debole, confusa, esausta, ha iniziato a fuggire per proteggere i propri figli e la famiglia. La gente è molto spaventata, triste e confusa. Cercano di sopravvivere perché la gente del sud non è nella politica nè nella guerra. Durante il giorno, auto di ribelli passano per la città sparando se occorre, ma solo in alcune aree, perché ci sono aree di Sabha nelle quali, ha detto la gente, che se si avvicinano tengono esplosivi e faranno volare la città, così che i ribelli non hanno il coraggio di avvicinarsi.
    Circa alle sei del pomeriggio i ribelli escono fuori dalla città perché temono la gente di Sabha. Insieme con i gruppi ribelli arrivano gruppi di ladri e stanno devastando tutte le società straniere e persino gli ospedali. Non c’è sicurezza ed è pericolosissimo.
    La azienda Repsol è stata completamente smantellata perfino i cavi sono stati rubati. Attualmente non ci sono controlli, né poliziotti e ognuno si prende ciò di cui ha bisogno. Sono anche entrati in ospedale e hanno rubato il frigorifero.
    Ora è possibile rubare qualsiasi cosa e nessuno può dire nulla. I libici cercano solo di sopravvivere.  Ribelli e briganti sono uniti e la gente lo vede. È possibile trovare un morto per strada perché indossava solo una camicia o pantaloni che sembrano della polizia. Se perdi qualcosa o ti derubano, nessuno può difenderti. Ci sono persone che uccidono solo per una macchina. Un amico è stato trovato morto perché lo fecero scendere dalla macchina per rubargliela e dopo lo hanno ucciso, poi la macchina non partì, così buttarono le chiavi sul corpo e se ne andarono.
    Alcuni ribelli sono scesi a Ubari, ma hanno trovato i Tuareg che hanno colpito con bombe le loro 15 auto. Il consiglio del governo libico è: “State con loro, mangiate con loro e lavorate sotto il tavolo.
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    Atamsan (estremo sud della Libia) – Si succedono sempre più frequenti le notizie degli attacchi delle tribù tuareg armate che hanno dichiarate aperte le ostilità contro le bande armate di golpisti islamisti e di mercenari armati e guidati dalla Nato che tentano di penetrare nell’immensa area del su della Libya. “Una colonna di mercenari pro-NATO che si dirigeva dall’oasi di Ubari alla città di Ghat nell’estremo sud libico è caduta in un imboscata nella piccola oasi di Atamsan, prima di Adri Achati. 150 veicoli nemici sono stati destrutti.

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    Bani Walid -  Le forze delle nuove autorità si stanno preparando a lanciare una nuova offensiva contro la vasta oasi, 170 km a sud di Tripoli, dopo gli scontri che hanno ucciso undici uomini nei loro ranghi.
    Tra le vittime vi è stato un comandante, che è stato ucciso nella notte tra martedì e mercoledì. Daou Al-Salihine Jadak, che comandava il fronte settentrionale di Bani Walid, è stato ucciso quando un razzo ha colpito la sua auto, ha dichiarato all’Afp Kenchil Abdullah, un funzionario locale della NTC.
    “La NATO è presente ma non abbastanza coinvolta. Attacca i lanciarazzi da cui (pro-Gheddafi) sparano contro di noi, ma sono immediatamente sostituiti. Abbiamo bisogno di più aiuto da parte della NATO”, ha dichiarato all’Afp Khaimej Walid, un capo pro-CNT, sul fronte di Bani Walid.
    “Più di dieci dei nostri combattenti sono stati uccisi martedì in un corpo a corpo” vicino all’hotel Mahari a est della città, ha detto un comandante.
    http://www.liberation.fr/depeches/01012362556-libye-les-anti-kadhafi-appellent-l-otan-a-intensifier-ses-frappes
    Bani Walid si è rivelata impenetrabile in parte anche a causa delle sue difese naturali scoraggianti; la città di circa 100.000 abitanti è infilata lungo gole di montagna, dove i fedelissimi tengono le alture. Ma l’assalto lungo un mese ha solo sottolineato lo scompiglio nelle forze dei nuovi pseudo-governanti della Libia, che comprendono sia un comparto militare relativamente organizzato (islamisti in prevalenza assieme ai paramilitari mercenari inglesi, francesi, giordani, italiani e del Qatar) che brigate di volontari d’accatto non addestrati.
    Le forze regolari lealiste hanno già respinto indietro l’assedio a Bani Walid e si  concentrano sulla città natale di Gheddafi di Sirte, più a est sulla costa mediterranea, e su altre roccaforti più a sud.

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