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martedì 26 febbraio 2013

La lotta dietro le quinte per il destino di Saif al-Islam Gheddafi

Un articolo di Alexander Mezyaev
La lotta dietro le quinte per il destino di Saif al-Islam Gheddafi
I procedimenti legali contro Saif al-Islam Gheddafi, figlio di Muammar Gheddafi, si sono sviluppati durante una insolita situazione che non ha precedenti nella storia della Corte Penale Internazionale (ICC). Il fatto è che la Corte stessa sta facendo ogni sforzo per distruggere il caso, e così non affrontare l’ imputato.
26 maggio 2012
Tutto cominciò pochi giorni fa con una strana fuga di notizie dalla ICC tramite una fonte ufficiale: il sito internet della Corte Penale Internazionale.
I due documenti [1] furono resi pubblici ma sparirono senza nessuna spiegazione poche ore dopo. Riguardavano il rapporto della delegazione della ICC che visitò Saif al-Islam a Zintan. Le domande cambiano posto durante la lettura del testo: sta diventando chiaro il motivo per cui sono state tolte dalla visione pubblica. Ma la domanda salta fuori: perchè sono state rese pubbliche? Si potrebbe credere a qualche scontro tra due forze all’ interno della Corte. Una di queste non si era mai rivelata prima...
Allora cosa scoprì la delegazione della ICC quando incontrò Saif Gheddafi? Quanto segue è ciò che diceva il report preparato dalla Cancelleria. L’ importanza delle informazini ed il modo in cui sono state ottenute dalla Corte giustificano la citazione estesa. La delegazione della ICC visitò Saif Gheddafi ai primi di marzo. In principio l’ amministrazione Libica disse che non poteva portare la delegazione a Zintan perchè la città era sotto il controllo di due diverse fazioni, e solo una di loro era leale al Consiglio Nazionale di Transizione, ma all’ ultimo momento, quando la delegazione stava per ritornare a L’ Aia, le autorità hanno dato il benestare per la visita. Il report aggiunge:
“Tutte le persiane erano chiuse. La porta era spessa e in metallo. I membri della Cancelleria e del OPCD aspettarono circa 40 minuti. Saif al-Islam apparve sorridente e desideroso di parlare con la Corte... Fu difficile valutare se avesse perso peso dal momento che indossava vestiti larghi. Sembrava più magro che nelle foto del suo mandato d’ arresto. Alla sua mano destra mancavano parte del pollice e dell’ indice. Non aveva lividi visibili sul volto”.
“Il rapresentante della Cancelleria chiese di proseguire l’ incontro da solo mentre una persona delle autorità Libiche era nella stanza. Questa persone rispose che la legge impediva alla Cancelleria di incontrare i sospettati da soli e quindi doveva rimanere”.
“Il rappresentante della Cancelleria spiegò che la delegazione si trovava sul posto per ordine della Corte per dargli informazioni e per trasmettere alla Camera informazioni sul suo stato. Spiegò inoltre che la Camera aveva nominato un avvocato per rappresentarlo davanti alla Corte. Il signor Gheddafi era molto interessato di sapere se l’ avvocato l’ avrebbe aiutato in Libia. La Cancelleria fece sapere che il legale avrebbe potuto aiutarlo in Libia ma solo in relazione al procedimento della Corte Penale Internazionale”.
“Quando fu chiesto se fosse a conoscenza della Corte e se sapesse che un mandato d’ arresto per crimini contro l’ manità era stato emesso contro di lui, il signor Gheddafi rispose che era a conoscenza della Corte e che aveva sentito qualcosa riguardo il mandato di cattura. Tuttavia disse che non gli era stato notificato il mandato d’ arresto. Gheddafi spiegò che era stato inrrogato in Libia per i suoi allevamenti di cammelli e di pesci”.
“Dichiarò: “Spero di poter esser giudicato nel mio paese, che mi condannino a morte o no”. Si informò sul centro di detenzione de L’ Aia. Il rappresentante della Cancelleria gli diede una breve descrizione del centro di detenzione e rispose alla sua domanda riguardo la possibilità di avere ore d’ aria, di poter vedere altre persone e sul cibo. Il signor Gheddafi fece sapere che gli sarebbe piaciuto vedere il sole. Quando il rappresentante della Cancelleria indicò che i detenuti possono aver accesso ad una corte a cielo aperto, lui disse che sarebbero fortunati a poter vedere alberi e uccelli”.
“A questo punto il rappresentante della Procura Libica lasciò la stanza per cinque minuti. Il rappresentante della Cancelleria chiese velocemente al sospettato come stava e se fosse stato maltrattato. Il suo atteggiamento cambiò, da rilassato si fece duro e senza dire una parola agitò la mano dove mancavano due dita e indicò un dente mancante nell’ arcata superiore. Disse poi che era stato tenuto in totale isolamento, che non vedeva il sole da 20 giorni e che non aveva nessun con cui parlare”.
“Quando il procuratore libico ritornò nella stanza, il rappresentante della Cancelleria disse che gli stava leggendo i suoi diritti davanti alla ICC. Gheddafi era molto scettico mentre gli venivano letti i suoi diritti. Chiese se questi diritti si sarebbero dovuti applicare immediatamente. Gli fu detto che questi erano i diritti base rispetto gli standard della ICC. [2] Alla domanda se questi diritti venissero rispettati in Libia, lui rispose: ”Cosa ne pensa?” [3].
Il secondo report del Office of Public Council for Defence contiene in linea di massima le stesse informazioni, ma non si possono evitare le notevoli differenze fra i due. Solo il report del OPCD menziona che Saif al-Islam desiderava di essere trasferito il prima possibile a L’ Aia o a Tripoli per interrompere la detenzione in quelle condizioni (paragrafo 33). Solo questo report dice che le autorità libiche mentirono dicendo che S. Gheddafi non voleva incontrare i rappresentanti della ICC (paragrafo 34). Solo questo report dice che le autorità libiche gli negarono le richieste per un legale dicendo “è impossibile” (paragrafo 35). [4] Entrambi i report hanno omesse parti segretate nelle versioni pubbliche.
Le differenze tra i due report, le informazioni contenute, la loro pubblicazione inziale e poi la loro segretazione – tutto dimostra che ci sono due forze opposte che si danno battaglia all’ interno della ICC. La prima è rappresentata dalla Cancelleria e dall’ ufficio del Procuratore. La seconda – dalla difesa di Gheddafi. Ma è una difesa davvero inusuale. Il fatto è che Gheddafi non aveva un legale finchè il mandato d’ arresto non è stato emesso. Ma il 17 aprile la Corte gliene ha assegnato temporaneamente uno – Xavier Jean-Keita, Principal Counsel, OPCD. [5] È lui la seconda forza della ICC. Il 3 maggio ha dato un duro colpo all’ altra fazopme, ha affrontato la Camera d’ Appello richiedendo la squalifica del Procuratore Luis Moreno Ocampo. [6] Infatti il procuratore dimostrò una grave mancanza di professionalità. Senza dubbio stava cercando di portare a termine una missione politica, ma i suoi modi erano rudi, come quelli di un sergente istruttore che impartisce ordini.
Ricordiamo che fu Ocampo che “raccolse prove di colpevolezza” contro Muammar e Saif Gheddafi in poche settimane e senza andare sul posto dove i presunti crimini dovevano esser stati commessi. In altri processi le indagini sono durate anni (7 nel caso della Costa d’ Ivorio). Ora le dichiarazioni di Ocampo per i media coincidono con le posizioni delle autorità Libiche. Ocampo dice che l’“insurrezione” Libica è stata il risultato dei crimini della famiglia Gheddafi. In questo modo si schiera dalla stessa parte dei criminali: non c’ è modo che non sappia del rapporto della Commissione d’ Inchiesta delle Nazioni Unite che dice che i crimini sono stati commessi da entrambe le parti, cioè anche da quello che oggi si chiama “governo Libico”. Ocampo gli da pieno supporto con dichiarazioni di fiducia verso autorità Libiche per il processo di Saif Gheddafi. E questo dopo che il mandato di effettuare il processo a L’ Aia fu emanato su richiesta fatta dalla ICC! Questo significa che le attività di Ocampo hanno impedito l’ esecuzione dell’ arresto emesso dal giudice! La situazione è unica. Un procuratore della ICC ha deliberatamente preso le parti dei criminali. Più che l’ interdizione di Ocampo nel caso Gheddafi, dovremmo tenere in considerazione l’ interdizione della posizione del procuratore della ICC.
Ma al tempo stesso questo non è il caso di un altro procuratore impazzito. Ci sono fatti che dicono che ci sono forze interne alla ICC che agiscono con l’ aiuto di Ocampo e che provano a chiudere il caso di Saif Gheddafi e ad impedirgli di andare a L’ Aia.
In primo luogo non c’ è prova della sua colpevolezza come non c’ erano prove nel caso di suo padre (si puo ricordare l’ approccio della ICC al processo di Muammar Gheddafi, quando invece di richiedere un indagine sull’ omicidio della persona contro cui aveva aperto un caso, si decise di “chiudere” [7]). È piuttosto scandalosa la decisione presa dalla corte che pretende di essere “la più giusta del mondo” e che “definisce gli standard universali di giustizia”.
In secondo luogo, l’ interesse della ICC è quello di evitare che Saif Gheddafi ottenga una tribuna internazionale per testimoniare contro la NATO e rendere pubblici i meccanismi segreti per la distruzione della Libia. Otto su diciotto dei giudici sono cittadini dei paesi NATO, che hanno commesso un atto d’ aggressione nei confronti della Libia (oltre ad altri due giudici provenienti da paesi della NATO che “temporaneamente mantengono la loro posizone finchè i casi in concreto non sono chiusi”). In questo modo la NATO controlla metà dei giudici della ICC. Nel gabinetto responsabile per le investigazioni preliminari del caso Saif Gheddafi, due dei tre giudici provengono da paesi NATO (Germania e Belgio). Ed infine il terzo punto, l’ unica difesa lasciata a Saif al-Islam nel caso in cui il suo processo vada davanti alla Corte è quella di rivelare la vera identità delle nuove autorità Libiche ed i loro crimini, questo porterebbe inevitabilmente a nuovi mandati d’ arresto da una corte che sia veramente indipendente. Quindi il fatto di trasferire il processo di Saif Gheddafi alla Corte Penale Internazionale sarebbe un duro colpo contro tutti i paesi, senza esclusioni, i cui cittadini occupano delle posizioni al suo vertice. È davvero così, nessuno vuole che il processo si tenga alla ICC? No, non esattamente.
Anche se il procuratore capo dela ICC Xavier-Jean Keita è francese, è originario del Mali. La motivazione per le sue azioni sta in superficie: il Mali è particolarmente grato a Muammar Gheddafi per gli aiuti dati dal leader Libico in tutti i campi, tra cui lo scoraggiamento dei Tuareg che ha reso possibile governare la parte nord del paese. Il Mali ha sofferto molto per il rovesciamento di Muammar Gheddafi: praticamente metà del suo territorio è stato tagliato fuori dai Tuareg, che sono diventati insolenti e ricevevano dai depositi libici armi moderne e pesanti. Il colpo di stato in Mali in marzo di quest’ anno ed il tentativo alla fine di aprile preannunciano la distruzione del sud del paese e fiumi di sangue. Le principali contraddizioni fra golpisti e “antigolpisti” sta nella strategia e nelle tattiche per riprendersi le terre perse del nord. Tutti capiscono che il Mali non è in grado di riprendersele ora, quindi quello che fa la differenza è la quantità di vite umane che queste o le nuove autorità sono pronte a sacrificare – decine di migliaia o centinaia di migliaia. La situazione interna è più che drammatica. In queste condizioni la richiesta di sangue da parte del legale dellla ICC ha giocato un ruolo significativo nel particolare caso di Saif Gheddafi. Keita è francese e lo rimarrà. Ha iniziato ad agire quendo l’ equillibrio delle potenze politiche in Francia è diventato chiaro.
È dfficile dire quali interessi segua Keita nel far spostare il processo a L’ Aia. Non è da escludere il ruolo di una forza trainante di chi non solo vuole sbarazzarsi di Sarkozy come presidente della Francia (e della lobby globalista che sta dietro di lui) ma vuole anche la sua totale distruzione con l’aiuto di ulteriori rivelazioni. Non dimentichiamoci che Saif al-Islam Gheddafi ha informazioni sul finanziamento della campagna presidenziale di Sarkozy [L’articolo è stato scritto prima del termine delle elezioni in Francia, N.d.r.]. Presumibilmente dietro Keita c’è chi vuole ad ogni costo S. Gheddafi a L’ Aia, fuori dalla Libia, per fargli fare rivelazioni pubbliche.
Il fatto di rendere pubblico il rapporto della delegazione ICC in Libia potrebbe diventare una base per le investigazioni. È chiaro che la sua pubblicazione (almeno per quanto riguarda il dialogo privato fra il delegato ICC e Gheddafi) suggerisce una ritorsione contro Saif Gheddafi. Proprio di recente, il 1 maggio, il governo Libico ha inviato una richiesta alla ICC richiedendo di riconoscere il caso di Saif Gheddafi inammissibile, stando all’ articolo 19 dello statuto della ICC. Una delle principali argomentazioni è “la menzogna della Cancelleria della Corte riguardo i maltrattamenti subiti da Saif Gheaddafi” [8]. La pubblicazione del rapporto può essere considerata come un tentativo di liquidare Saif Gheddafi. Le autorità Libiche hanno anticipatamente preparato un alibi. Hanno continuamente ed inopportunamente ripetuto che non controllavano la tribù che teneva Saif Gheddafi. Eppure le voci circa lo scarso controllo sulle forze locali a Zintan erano esagerate, almeno secondo Saif al-Islam. Il procuratore presente durante l’ incontro tra Saif e la delegazione della ICC veniva proprio da Tripoli.
Così, parlando del caso di Seif al-Islam, nella ICC si è determinata una situazione senza precedenti. Due forze si sono scontrate. Una prova a chiudere il caso ad ogni costo, l’ altra si oppone. È chiaro quello che una fazione non vuole sentire. Quello che vuol sentire l’ altra parte dall’ imputato sarà chiaro solo se Saif al-Islam affronterà il processo a L’ Aia. In ogni caso il sogno di Saif difficilmente si avvererà. Il sogno di rivedere il sole Libico...
Alexander Mezyaev
Strategic Culture Foundation , 12 maggio 2012.


[1] La delegazione della ICC inviata per incontrare Saif al-Islam Gheddafi era formata da due gruppi indipendenti fra loro – la Cancelleria e l’ Office of Public Council for Defence. Di conseguenza hanno presentato due rapporti indipendenti.
[2] Non è una forse una risposta esauriente? Anche una volta ci dà un’ idea di quali siano gli obiettivi delle diverse forze all’ interno della ICC.
[3] Al momento si possono vedere solo fonti secondarie. Il testo integrale del repor citato dalla Cancelleria della ICC è disponibile al:
http://opiniojuris.org/wp-content/uploads/RegistryReport.pdf
[4] Il testo integrale del Office of Public Council for Defence:
http://opiniojuris.org/wp-content/uploads/OPCD-Report.pdf
[5] Procuratore vs. Saif al-Islam Gheddafi, [Pre-Trial Chamber] 12 aprile 2012
http://www.icc-cpi.int/iccdocs/doc/doc1396574.pdf
[6] Procuratore vs. Saif al-Islam Gheddafi, [Difesa] richiesta [alla Camera d’ Appello] di sospendere il Procuratore dal partecipare al processo contro il signor Saif al-Islam Gheddafi, 3 maggio 2012,
http://www.icc-cpi.int/iccdocs/doc/doc1407180.pdf
[7] Procuratore vs. Saif al-Islam Gheddafi, [Pre-Trial] Decisione di chiudere il caso contro Muammar Mohammed Abu Minyar Gheddafi, 22 novembre 2011,
http://www.icc-cpi.int/iccdocs/doc/doc1274559.pdf
[8] Procuratore vs. Saif al-Islam Gheddafi, Domanda a nome del Governo di Libia ai sensi dell’ articolo 19 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, 1 maggio 2012,
http://www.icc-cpi.int/iccdocs/doc/doc1405819.pdf


Preso da:http://www.silviacattori.net/article3250.html

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