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sabato 15 febbraio 2014

Nuovo Ordine Mondiale: parlano Enrica Perucchietti e Luca Marletta

di Umberto Visani.

Nuovo Ordine Mondiale: i media ne parlano da tempo, molto spesso in un’ottica però totalmente fuorviante, che ha fatto sì che la tematica venga di sovente associata a becero cospirazionismo quando, al contrario, sono gli stessi “optimates” del mondo moderno e coloro che ne tirano le fila a parlarne e, cosa ben più rilevante, a condurre verso tale nuova realtà le masse ignare.

In tal senso, l’uscita il prossimo marzo del saggio “Governo Globale”, scritto a quattro mani dalla Dott.ssa Enrica Perucchietti – giornalista e scrittrice – e dal professor Gianluca Marletta – anch’egli scrittore nonché professore di italiano presso un istituto superiore di Roma – rappresenta un’opera egregia, dal momento che analizza la tematica con estrema precisione e chiarezza, fornendo al lettore un quadro estremamente preciso e circostanziato dell’operato dei “padroni del mondo”.

1) Dottoressa Perucchietti e Professor Marletta, cosa vi ha avvicinati al tema del Nuovo Ordine Mondiale?
Ci occupiamo da anni di argomenti che vanno dall’antropologia culturale alla storia delle religioni, dall’attualità ai “miti” presenti nella moderna cultura di massa, e il tema del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale è certamente uno dei più controversi e dibattuti al giorno d’oggi.

Per questo motivo è nato il progetto editoriale culminato nella realizzazione del nostro ultimo saggio: “GOVERNO GLOBALE. La storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale”; che sarà in libreria per Arianna Editrice a partire dal febbraio 2013.

La nostra intenzione era quella di affrontare l’argomento del Nuovo Ordine Mondiale a partire da un corretto utilizzo delle fonti e delle testimonianze storiche e d’attualità, liberando questo tema da quell’aura di “leggenda metropolitana” in cui è stato spesso (e a torto) relegato fino al giorno d’oggi.

2) A giudizio di alcuni, il nuovo ordine mondiale sarebbe un qualcosa di necessario e indispensabile. Come mai? Quali i veri scopi di detto nuovo ordine mondiale?
Facciamo una debita distinzione. Vivendo in un mondo globalizzato è evidente che il problema di come poter gestire la politica e la convivenza mondiali non può non essere considerato come un tema attuale e persino urgente. Tuttavia, quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale (in questo caso con la maiuscola) si indica, molto concretamente, quel progetto -ormai in avanzata fase di realizzazione- che persegue la realizzazione di un Governo Globale, e che è caldeggiato e gestito da Gruppi di Potere e da lobby filo-occidentali. La stessa espressione New Wold Order(N.W.O.) nasce in ambiente anglo-americano ed indica una precisa ideologia, che potremmo definire “mondialista”, la cui gestazione ideologica è durata alcuni secoli: un’ideologia che, dall’Inghilterra imperiale, si è trasferita agli Stati Uniti d’America.

Il progetto del N.W.O. si realizzato da una parte attraverso un’azione di costante condizionamento dell’opinione pubblica (diffusione di idee, mode, atteggiamenti, “stati di spirito” finalizzati alla creazione di un tipo d’uomo che potremmo definirenuovo e globalizzato, ovvero “privo di radici” culturali e spirituali forti e socialmente “nomade” e disorientato), dall’altra, attraverso un’azione politica e anche militare finalizzata ad eliminare tutti quegli ostacoli concreti che possono “frapporsi” alla realizzazione del Governo Globale (rivoluzioni “indotte”, guerre giustificate da fini “umanitari” o “difensivi” e persino “crisi globali” d’ogni tipo, più o meno indotte o comunque amplificate). E qui, si badi bene, non si sta parlando di illazioni da “complottista”, ma di operazioni e progetti ben documentati, benché normalmente misconosciuti dal grande pubblico. Sul nostro libro potrete trovare innumerevoli esempi di queste “particolarissime politiche” che costellano la storia soprattutto degli ultimi decenni…

3) L’idea di creare un Nuovo Ordine Mondiale come è nata? Come mai, a giudizio di alcuni, esso sarebbe persino necessario?

L’idea di Nuovo Ordine Mondiale ha radici antiche e complesse. Tenendoci fuori dalle indimostrabili teorie di alcuni cospirazionisti, si può affermare con certezza che le prime rappresentazioni utopistiche di un Governo Globale risalgano all’ambiente protestante, soprattutto britannico, almeno a partire dal Regno di Elisabetta I.

In realtà, contrariamente a quel che si immagina, l’ideologia mondialista ha radici in primo luogo teologiche: si trattava cioè, per il Mondo Riformato, di affermare un progetto di “novus ordo” da contrapporre al “vetus ordo” medievale i cui pilastri erano stati la Chiesa Cattolica e il Sacro Romano Impero. Nei secoli successivi, questa corrente ideologica d’origine protestante si incontra e si fonde con correnti analoghe: l’ideale massonico di res-pubblica universale (e la Massoneria, nella sua forma moderna, nasce in Inghilterra sempre ad opera di Pastori anglicani e calvinisti); l’ideale apocalittico e messianico dei Puritani, che creeranno quella nuova “terra promessa” che sono gli Stati Uniti d’America; certe correnti eterodosse presenti all’interno dell’Ebraismo; alcune correnti occultiste presenti sia dentro che fuori dal mondo massonico.

L’ideologia mondialista affermatasi in Occidente è, dunque, il risultato di un vero e proprio mosaico di suggestioni culturali e spirituali che trovano, tuttavia, un punto d’incontro nella convinzione “messianica” che la storia del mondo sia prossima all’avvento di una Nuova Era, in cui le vecchie identità culturali, religiose e politiche saranno cancellate per far posto ad un “mondo nuovo” governato da una elitè di “eletti” o “illuminati”, con un governo, una cultura e persino una “religiosità” omogenee da imporre a tutti i popoli.

D’altronde, è evidente, su di un piano più concreto, come questa “ideologia” abbia anche l’indubbio vantaggio di sposarsi a meraviglia con le aspirazioni e le esigenze globalizzanti ed egemonizzanti della grande finanza internazionale: ragion per cui, nel progetto del Nuovo Ordine Mondiale, ragioni “ideologiche” e interessi economici sembrano spesso perfettamente coincidere.

4) Chi tira le fila per la creazione di un nuovo ordine mondiale?

Sgombriamo subito il campo da un diffuso equivoco: non è possibile, se non sul piano della pura speculazione, immaginare l’esistenza di una “cupola” mondialista che governi, al pari di una Spectre globale, gli eventi che si susseguono da decenni nel mondo. Quantomeno, quest’immagine così cara ai complottisti non è dimostrabile in ultima istanza attraverso i documenti storici.

Possiamo invece affermare con certezza che esistono numerosi centri di potere che operano per indirizzare verso certi obiettivi la politica mondiale; e che tali poteri – di origine diversa – sembrano convergere verso un sempre più comune progetto di Nuovo Ordine Mondiale. Da questo punto di vista, esistono anche poteri “visibili” e poteri “invisibili”, e non è affatto detto che quelli più identificabili siano per forza maggiormente influenti rispetto a quelli che rimangono completamente occulti (anzi!).

Alla scoperta di questi poteri più o meno visibili (alcune grandi dinastie economiche, certe istituzioni internazionali, alcune lobby e logge, persino certi movimenti para-religiosi) è dedicato un intero capitolo del nostro libro.

Altrettanto interessante, a nostro parere, è anche conoscere l’identità di quelle forze –politiche, culturali e spirituali- che, nonostante tutto, continuano ancor oggi ad opporsi al progetto mondialista proposto dai Poteri Forti occidentali: su tutte, la Russia ortodossa uscita dal post-comunismo. Ma anche per questo tema rimandiamo al nostro libro.

5) Viviamo in un periodo di crisi fortissima: anch’essa è legata al Nuovo Ordine Mondiale? Ne rappresenta uno step all’interno di un piano ben preciso?

Facciamo rispondere a David Rockefeller, che nel 1994, di fronte alla “United Nations Business Council”, affermava: «Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale»…e da quel non lontanissimo 1994, di “crisi globali da risolvere con un potere globale”, come auspica qualcuno, il mondo ne ha conosciute ben più di una!

Naturalmente, non c’è bisogno di immaginare che le “crisi” vengano tutte “create a tavolino” (anche se, in qualche singolo caso, si potrebbe ragionevolmente pensarlo); basta approfittare dell’occasione e lavorare per ingigantire ed esacerbare le crisi stesse. La crisi, a sua volta, crea quella provvidenziale “insicurezza” che spinge automaticamente le masse a “richiedere l’ombrello” di un potere forte e magari sovranazionale.

Sono meccanismi ben noti. Anche il nostro attuale premier Monti, in un noto discorso televisivo poco prima di essere scelto come Presidente del Consiglio, affermava con imbarazzante franchezza che: «…non dobbiamo sorprenderci che anche l’Europa abbia bisogno di crisi – e di gravi crisi- per andare fare passi avanti… I cittadini di una comunità nazionale sono disposti a ‘cessioni di sovranità’ solo di fronte a crisi conclamate!».

Le principali crisi globali di questi ultimi anni sono state: il cosiddetto terrorismo internazionale, l’emergenza climatica e, dulcis in fundo, l’attuale crisi economica. Ora, è ampiamente documentabile come in tutte e tre queste crisi l’azione dei Poteri Forti mondialisti sia stata determinante allo scopo sia di generarle che di ingigantirle (sia attraverso l’azione diretta, che attraverso la manipolazione dell’informazione in chiave catastrofistica).

Fonte: http://www.signoraggio.it/nuovo-ordine-mondiale-parlano-enrica-perucchietti-e-luca-marletta/

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